Copertura del suolo

SINAnet: uso, copertura e consumo del suolo

I dati che riguardano l’ uso del suolo ed il consumo del suolo sono tra le informazioni più utili per chi effettua analisi del territorio o studia una sua pianificazione sostenibile, soprattutto al fine di prevenire i rischi naturali ed antropici.

Si tratta di due informazioni differenti e complementari che possono essere definite così:

  • uso del suolo (land use)  descrizione di come il suolo viene impiegato in attività antropiche. La direttiva 2007/2/CE lo definisce come una classificazione del territorio in base alla dimensione funzionale o alla destinazione socioeconomica presenti e programmate per il futuro (ad esempio: residenziale, industriale, commerciale, agricolo, silvicolo, ricreativo);
  • consumo del suolo: processo antropogenico che prevede la progressiva trasformazione di superfici naturali od agricole mediante la realizzazione di costruzioni ed infrastrutture.  L’ISPRA lo definisce come una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) ad una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).

Esiste poi un altro concetto chiamato copertura del suolo (land cover) collegato ma distinto dall’ uso del suolo, che si riferisce alla copertura biofisica della superficie terrestre, comprese le superfici artificiali, le zone agricole, i boschi e le foreste, le aree seminaturali, le zone umide, i corpi idrici, come definita dalla direttiva 2007/2/CE.

L’uso del suolo è invece una conseguenza delle interazioni tra l’uomo e la copertura del suolo e quindi costituisce una descrizione di come il suolo venga impiegato in attività antropiche. Nella pratica spesso le due informazioni (uso e copertura del suolo) vengono fornite insieme nella stessa cartografia.

L’ente che in Italia si preoccupa di raccogliere e poi diffondere queste informazioni per tutto il territorio è l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); in particolare tramite il servizio SINAnet groupware (SINA: Sistema Informativo Nazionale Ambientale) cura una pagina in cui sono raccolte tutte le ultime rilevazioni (library) che riguardano sia il consumo del suolo che la copertura del suolo e che si presenta così:

ISPRA uso e consumo suolo

Consumo del suolo

Iniziamo col vedere cosa troviamo nella cartella del consumo del suolo:

dati consumo suolo

Innanzitutto abbiamo la carta nazionale consumo suolo per ciascuno anno di competenza (anno della rilevazione) e l’ultimo ad oggi è il 2018. Si tratta di cartografia raster (geoTIF) avente una risoluzione di 10 metri. Sono quindi immagini in cui il valore di ogni pixel ha un certo significato  (le categorie del consumo suolo) e per comodità di una loro rappresentazione con un GIS, viene fornita anche la legenda: una versione per ArcGIS ed una per QGIS.

carta consumo suolo

come si vede anche nella figura, le categorie adottate per classificare il consumo del suolo (su 3 livelli di dettaglio) sono le seguenti:

Poi c’è una cartella chiamata “indicatori” con delle sotto-cartelle, sempre distinte per anno di rilevazione, che contengono i valori di diversi indicatori del consumo del suolo, raccolti: per regione, per province e per comuni.

Più precisamente ogni sotto-cartella contiene degli shapefile (uno per le regioni, uno per le provincie ed uno per i comuni) che rappresentano i limiti amministrativi, oppure i centroidi, di tali enti, in cui la tabella attributi associa ad ogni elemento (regione, provincia o comune) i valori degli indicatori che gli competono.

indicatori consumo suolo

In alternativa c’è un unico file Excel composto da tanti fogli distinti per ente e per anno (Comuni 2012, Comuni 2015, …., Province 2012,  Province 2015, …., Regioni 2012, Regioni 2015, … etc), ognuno con i valori dei rispettivi indicatori del consumo suolo. C’è anche una legenda che spiega la sigla ed il significato di questi indicatori.

indicatori consumo suolo

Copertura ed uso del suolo

La cartella relativa alla copertura (ed uso) del suolo è invece organizzata così:

copertura e uso suolo

Abbiamo diverse raccolte cartografiche (shapefile o geoTIFF) con informazioni relative alla copertura e/o all’uso del suolo; quelle che per noi risultano di maggiore interesse sono:

  • la carta nazionale della copertura del suolo : deriva dall’integrazione di servizi Copernicus Land per l’Italia e dalla cartografia ISPRA-SNPA sul consumo di suolo; gli aggiornamenti 2016 e 2017 riguardano solo le aree artificiali;
  • la carta Corine Land Cover (CLC) : deriva dal progetto europeo omonimo CLC nato nel 1990 specificamente per il rilevamento e il monitoraggio delle caratteristiche di copertura e uso del territorio .

La carta nazionale della copertura del suolo viene prodotta partendo ed elaborando diversi dati: la carta nazionale del consumo del suolo, i dati CLC,  i dati di un altro progetto europeo chiamato HRL (High Resolution Layers). Più precisamente vengono rese disponibili due cartografie distinte:

  • la carta di copertura del suolo che distingue solo 6 tipologie: 1) sup. artificiali, 2) sup. naturali non vegetate, 3) alberi, 4) arbusti, 5) vegetazione erbacea, 6) acque e zone umide;
  • la carta di copertura ed uso suolo  che prevede una distinzione più articolata, suddivisa in quattro tipologie principali (sup. non vegetate o abiotiche, sup. vegetate, acque e zone umide) con la possibilità di una sotto-distinzione fino al 5° livello, per un totale di 38 tipologie (vedi la classificaz. completa).

Entrambi sono cartografie disponibili in formato geoTIF con una risoluzione di 10 metri e l’ultimo aggiornamento ad oggi è del 2017.

confronto carte suolo

Corine Land Cover

Il progetto Corine Land Cover è partito nel 1985 per volontà della CE, per costituire un database di copertura del suolo di tutto il territorio europeo, specificatamente destinato al rilevamento e monitoraggio delle sue caratteristiche e nel 1990 ha prodotto la  prima carta. Dal 1994 la gestione del progetto Corine è di competenza dell’ EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente).

Le informazioni sulla copertura del suolo vengono ricavate dalle immagini satellitari, effettuando una fotointerpretazione assistita da computer ed adoperando layers sovrapposti in scala 1.100.000; questo permette di produrre carte in cui la minima area mappata ha dimensioni di 25 ha e la risoluzione lineare è di 100 metri. Sono anche previsti degli strati a più alta risoluzione per la mappatura delle aree impermeabilizzate e di quelle forestali.

La CLC 2018 è ad oggi l’ultimo aggiornamento (quinto di una serie) dell’inventario ed è stato effettuato usando nuove immagini satellitari provenienti dal Sentinel-2 (primo satellite europeo dedicato al monitoraggio del territorio) e dal Landsat-8, geoprocessate ed usate nel processo di fotointerpretazione.

La classificazione standard del CLC  suddivide il suolo di aree con o senza influenza antropica, sia secondo la copertura che secondo l’uso ; ecco perchè le carte CLC sono di copertura ed uso del suolo. Prevede le seguenti cinque categorie principali:

  1. Superfici artificiali
  2. Aree agricole
  3. Foreste ed aree seminaturali
  4. Zone umide
  5. Corpi idrici

Ha una struttura gerarchica articolata in tre livelli di approfondimento per un totale di 44 voci, ognuna identificata con un codice numerico di 3 cifre; questa è la legenda CLC standard.

carta Corine Land Cover

A partire dall’ anno 2000 il Ministero dell’ Ambiente ha previsto per i dati CLC (solo del territorio italiano), la realizzazione di un approfondimento tematico per le aree naturali e seminaturali, comparabile con quello di una cartografia forestale e ciò ha consentito di realizzare, per alcune categorie, un ulteriore IV livello di dettaglio.
Per capirci meglio, quindi le carte CLC per il territorio italiano dal 2000 ad oggi, sono realizzate sia nella versione standard a 3 livelli che in quella con 4 livelli di dettaglio e la legenda con i rispettivi codici è questa: legenda CLC IV liv.

Addirittura alcune regioni per loro esigenze, partendo  sempre dai dati CLC, aggiungono un ulteriore livello di dettaglio (V livello) per specificare ancora meglio la tipologia di copertura del suolo.

Un’altra pagina SINAnet, oltre a quella indicata prima, dove potete trovare tutte le cartografie CLC dal 1990 al 2018 in formato shapefile è questa: Download MAIS /Corine Land Cover.

Per concludere segnaliamo che anche sul sito del Geoportale Nazionale è possibile ottenere le cartografie in risoluzione 1:100.000 sull’ uso del suolo – Corine Land Cover  per adesso fino al 2012, sia come servizio WMS  quindi in formato raster, che come servizio WFS in formato vettoriale.

 

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