OSGeoLive

OSGeoLive … e siamo alla 13 !!

Abbiamo già menzionato OSGeoLive in altri articoli ed abbiamo anche scritto una breve presentazione nella nostra sezione Risorse web. Adesso questa utilissima distribuzione Linux  (Lubuntu) è arrivata alla 13esima edizione e con l’occasione, tenuto conto che si tratta di una soluzione molto valida per conoscere ed impratichirsi con molti SW geografici open source , abbiamo deciso di dedicargli un intero articolo per farla conoscere meglio ai più.

OSGeoLive è una distribuzione completa basata sul sistema Lubuntu, resa disponibile  nel tradizionale formato ISO, con la particolarità che è una distribuzione live (o live CD), cioè oltre alla normale installazione su un hard disk del PC,, può essere avviata in fase di boot del computer ed eseguita senza richiederne l’installazione. Tradizionalmente questo avviene masterizzando la ISO su un CD/DVD, ma ormai da anni è possibile usare anche un pendrive USP.

Questa possibilità  live è molto comoda per prendere visione e valutare un S.0., prima di decidere se installarlo o meno. in alcuni casi, come per esempio workshop o in classi di esercitazione, per darlo in uso ai partecipanti senza  bisogno di fare “n” installazioni. Naturalmente avremo delle prestazioni inferiori (minore velocità di esecuzione) rispetto che una normale installazione nell’ hard disk; ma appunto, in determinate situazioni, per uso temporaneo di OSGeoLive, si tratta di una limitazione accettabile.

C’è ancora un’altra possibilità di usare OSGeoLive, come d’altra parte è possibile per un qualunque altro S.O. (Linux, Windows o SunOS) e cioè installandola su una VM (Virtual Machine). Se il vostro PC è abbastanza potente (CPU e RAM), l’uso delle VM è una soluzione molto comoda per avere disponibili nello stesso computer altri sistemi completi, appunto delle “macchine virtuali”. Personalmente questa è la soluzione che preferisco per Installare  OSGeoLive e vedremo più avanti nel dettaglio come procedere.

Perchè Lubuntu

Chi è abbastanza pratico di Linux ed in particolare della distribuzione Ubuntu, può saltare a piè pari tutto questo paragrafo, che appunto contiene qualche informazione utile per chi invece non lo è.

Per realizzare OSGeoLive, dovendo contenere applicazioni geografiche open source,  la scelta non poteva che andare su un S.O. libero come è Linux, o meglio su una sua distribuzione. Quindi, per chi non lo conosce, usare OSGeoLive può anche essere una occasione per apprendere l’uso di Linux!

Una delle distribuzioni ormai da anni tra le più diffuse, grazie soprattutto alla sua maggiore facilità d’uso,  è Ubuntu che a sua volta deriva dalla storica e più famosa distro  Debian. In realtà, esistono diverse varianti di Ubuntu, tutte costruite attorno allo stesso core system , ma ognuna differente  per il numero e tipo di utility preinstallate ma soprattutto per il tipo di ambiente grafico desktop adoperato.

Allora con Ubuntu si indica la distribuzione principale, che è la la più completa di funzionalità desktop ed è basata sull’ambiente grafico Unity (questo  partire dalla versione 11.04, prima era Gnome2) e poi le sue derivate più note sono le seguenti:

  • Kubuntu : è praticamente uguale a Ubuntu, solo che usa KDE come ambiente grafico;
  • Xubuntu : è basato su XFCE un ambiente grafico veloce e leggero, ideale per computer con poca RAM o datati, ma sempre ricco di funzionalità senza penalizzare le prestazioni;
  • Lubuntu : è la versione  basata sull’ambiente grafico LXDE e fornisce un sistema leggero, poco esoso di risorse hardware e orientato al risparmio energetico, quindi adatto per PC datati o con specifiche hardware ridotte.

distro Ubuntu

In definitiva sia Xubuntu che Lubuntu sono le due varianti più leggere (meno esigenti di risorse), con la differenza che Xubuntu  è più elegante,  dotato di più funzionalità e più user-friendly. Lubuntu invece è più spartano (ha una interfaccia utente un pò antiquata) e con un minor numero di applicazioni installate, quindi ancora più snello di Xubuntu.

Visto che per OSGeoLive  si cercava un S.O. leggero, in grado di funzionare abbastanza bene anche in modalità live CD, ecco che si è scelto di adottare Lubuntu. In particolare la versione 13 è basata su Lubuntu  18.04 che al momento  è l’ultima LTS (Long Term Support) di questa famiglia.

Download e preparazione del pendrive USB

Sul sito ufficiale di OSGeoLive (live.osgeo.org) troviamo subito tutte le informazioni utili per scaricarlo ed installarlo. Innanzitutto viene spiegato come provare OSGeoLive senza installarlo, cioè usandolo in modalità live,  a fondo pagina ci sono poi i link  di alcune guide rapide che spiegano più in dettaglio le varie possibilità.

osgeolive install

Tutte queste sono abbastanza chiare e non ci sarebbe bisogno di dire altro, ma in ogni caso, diamo qui qualche altra spiegazione ed alcuni consigli.

Diciamo innanzitutto che ormai l’uso di un qualunque sistema come live DVD è andato un pò “fuori moda” tant’è vero che nei PC, soprattutto nei portatili, la presenza del lettore DVD sta scomparendo. Ciò dipende dalla maggiore praticità che ormai hanno i pendrive USB, sia per la maggiore capacità di memoria sia per la velocità  lettura e quindi di esecuzione (specie se USB 3.x).

A prescindere da come vogliamo usare OSGeoLive, comunque dobbiamo scaricarlo andando nell’apposita pagina di download; qui tra l’altro, oltre all’ultima versione (ad oggi la 13) troviamo anche quelle precedenti.

osgeolive downloadCliccando sull’icona della cartella 13.0 questi sono i file che possiamo scaricare:

  • il file osgeolive-13.0-amd64.iso è l’immagine ISO;
  • il file osgeolive-13.0-amd64.vmdk.7z è un disco virtuale preconfigurato (compressione .7z) per le VM;
  • i rispetti file .md5   dei due precedenti che sono  checksum utizzabili per la verifica dell’integrità del loro contenuto (ma possiamo anche trascurarli).

Una volta scaricato il file ISO (grande circa 4 GB),  possiamo procedere alla preparazione di un pendrive USB avviabile che lo include. Come si faceva prima, potremmo sempre masterizzare l’ISO su un DVD,  ma come detto poc’anzi questa è una scelta ormai sorpassata.

Il pendrive deve ovviamente avere una capienza di almeno 4 GB, ma se useremo OSGeoLive in modalità “live” è consigliabile una capienza di almeno 8 GB. Aggiungiamo che se nel vostro PC o laptop avete porte USB 3.x e meglio usare pendrive dello stesso tipo, così da consentire una maggiore velocità di esecuzione.

Per preparare il pendrive avviabile ci sono diverse utility sia per Linux che per Windows; nella guida ufficiale di OSGeoLive  (Create an OSGeoLive bootable USB flash drive) vengono indicate delle soluzioni per Linux e Ubuntu. Se invece state usando Windows un programmino che potete usare gratuitamente è Rufus,  un semplice eseguibile (.exe) già pronto direttamente dopo averlo scaricato.

Lanciando l’esecuzione di rufus.exe  se non ci sono problemi, viene  subito rilevato il pendrive che abbiamo inserito in una porta USB e quindi dobbiamo selezionare il file .iso della nostra OSGeoLive. Le altre uniche opzioni importanti da impostare sono:

  • schema di partizione: MBR ;
  • file system: FAT 32;

rufus 1

L’immagine di OSGeoLive è una ISO di tipo “ibrida” ovvero può essere registrata:

  • in modo immagine ISO (copia dei file);
  • in modo immagine DD (immagine disco);

noi scegliamo la prima opzione che è la scelta consigliata. Quando il processo si è concluso, la progress bar diventa tutta verde e la chiavetta è pronta per l’uso (possiamo premere chiudi).

rufus 2

Avvio in modalità live (senza installazione)

Per usare OSGeoLive senza installarlo, con il pendrive avviabile già posizionato su una porta USB , accendiamo o riavviamo il computer e prima che venga caricato il S.O. principale, richiamiamo il menù di boot del sistema, ovvero l’interfaccia che ci permette di scegliere da quale supporto (partizione disco, DVD, flash USB, … etc) bisogna caricare il S.O.

Il modo per richiamare questo boot menù, dipende dal BIOS del vostro computer e soprattutto dalle opzioni di boot (sempre nel BIOS); in genere si preme qualche tasto (per es. F8 o F12) o combinazione di tasti (per es. Ctrl + F12) mentre il PC è in fase di avvio. Eventualmente cercate le istruzioni su come fare per il vostro modello di PC. Sicuramente sarà necessario che nel BIOS è abilitata la possibilità di booting anche da un pendrive (ovvero flash memory o  flash drive) USB.

Quindi se tutto funziona correttamente e il sistema vede il pendrive USB che avete preparato, dovrà comparirvi una schermata simile a questa:

boot menù

Allora scegliendo l’opzione “USB” e confermando (Enter) vi comparirà la schermata iniziale per l’ avvio di Lubuntu con la possibilità di scegliere la lingua da usare.

avvio lubuntu

Fatto ciò, la schermata successiva vi permette di scegliere se avviare Lubuntu senza installarlo oppure installarlo nell’ hard disk del vostro computer (e anche altre funzioni che qui non ci interessano).Ovviamente se vogliamo usare la modalità  live, scegliamo la prima opzione.

prova lubuntu

Andando avanti, compariranno una serie di scritte (messaggi vari della console di avvio )  e dopo qualche secondo, finalmente il desktop di OSGeoLive 13  con il messaggio di welcome ! Notare che il login è stato eseguito automaticamente senza chiedervi la password e comunque le credenziali di default  sono: utente= user, password=user.
Queste vi potranno comunque servire in seguito per effettuare delle operazioni di sistema come superuser  o per ri-loggarsi.

osgeolive 13 desktop

A questo punto avete il sistema  completamente funzionante come se fosse installato e potete usarlo come volete; l’unica limitazione potrebbe solamente essere una velocità di esecuzione ridotta, che dipende dalla porta USB. Ma non c’è dubbio della comodità di avere, senza perdere troppo tempo e senza installare niente in modo permanente, un sistema che funziona.

Tra l’altro avete in questo modo un sistema linux portatile, con tutti i vostri file e dati (potete salvarli) che potete portarvi dietro dove volete e usare su un qualunque computer “ospite”.

Installazione completa su hard disk

Se vogliamo installare OSGeoLive in modo permanente nell’ hard disk  del computer (come minimo ci vogliono 24 GB di spazio libero), partiamo allo stesso modo di prima, cioè  con il pendrive avviabile collegato al PC ed attivando il boot menù mentre si acvvia. Stavolta però, quando ci appare l’elenco delle operazioni possibili scegliamo: installa Lubuntu.

Parte così  il processo di installazione completo del sistema Lubuntu 18.04  ed una sequenza di finestre in cui ci vengono chieste delle scelte; nelle prime innanzitutto quale lingua scegliere per l’interfaccia utente e poi il layout della tastiera (ovviamente per noi è quella italiana).

Un’altra scelta riguarda che tipo installazione  software effettuare (normale o minima) e se scaricare gli eventuali aggiornamenti durante l’installazione; personalmente preferisco farlo dopo per completare l’installazione più rapidamente.  Per quanto riguarda la possibilità di installare altro software di terze parti, visto lo scopo per cui nasce OSGeoLive (usare e provare software geografici), è meglio non selezionarla. Semmai in seguito, usando il sistema, si vedrà se è utile installare altri programmi.

lubuntu install 2

Proseguendo, l’utility controlla se nel disco (o partizione disco) che avete scelto per l’installazione è già presente un altro S.O. e vi chiede di conseguenza dove e come installare OSGeoLive. Soprattutto se siete poco pratici, vi conviene aver predisposto un disco (o partizione disco) tutto dedicato per OSGeoLive e quindi scegliere la prima opzione, quindi premete il bottone “installa”.

Nella successiva finestra si chiede di impostare il nome del computer (a vostro gusto, ma vi consiglio che sia breve e senza spazi)  e il nome dell’utente principale con la relativa password; quello di default è “user” ma potete sceglierne un’altro. Potete poi decidere se fare il login automaticamente, oppure richiedere l’accesso con la password che avete scelto.

Lubuntu install 5

Infine vi viene chiesto di indicare la zona del fuso orario da adottare (ovviamente scegliamo “Roma”) e poi il processo prosegue da solo fino a completare tutta l’installazione.

Lubuntu install end

Oltre a questa procedura, c’è un’altra possibilità di effettuare l’installazione su HD, anche mentre state usando OSGeoLive in modalità live. Se infatti guardiamo  bene il desktop del sistema quando si usa in questo modo, notiamo  che c’è un icona install OSGeoLive 13.

live to install HD

Allora cliccando su di essa parte lo stesso processo di installazione già descritto.

Installazione su una VM

Per chi non lo sapesse, i cosiddetti software di virtualizzazzione, consentono di avere su uno stesso computer  uno o più ambienti virtuali, ognuno che riproduce il comportamento di una macchina fisica completa. Una VM (Virtual Machine) è quindi come se fosse un sistema a se, completo di tutte le risorse HW necessarie (CPU, memoria, HD, DVD,  scheda di rete, … etc) e con un suo S.O., che  però in realtà viene “emulato” via SW all’interno di un sistema host principale.

Esistono vari SW di virtualizzazzione per tutti gli ambienti (Windows, Linux, SunOS) ed uno dei più noti è VirtualBox e adesso vediamo come creare una VM  con OSGeolIve usando appunto questa piattaforma. Si tratta di un’altra soluzione comoda per avere su un computer principale, su cui per esempio è installato Windows, un’altro computer virtuale con OSGeoLive che possiamo accendere e spegnere a nostro piacimento.

Abbiamo visto all’inizio che tra i vari download disponibili, abbiamo anche  un file .vmdk (virtual machine disk) che può essere usato per installare velocemente OSGeoLive come VM. Il file viene fornito in formato compresso .7z quindi ovviamente prima di essere usato va estratto (è grande circa 10 GB): ci sono tante utility per farlo, sia per Windows  che Linux.

Apriamo allora il programma gestore di VirtualBox e clicchiamo sull’icona “nuova” scegliendo poi:

  • un nome della VM (come preferite)
  • tipo: Linux
  • versione: Ubuntu (64 bit)

nuova VM

Nel passo successivoviene chiesto di scegliere la quantità di RAM da allocare per la VM: scegliete almeno 2048 MB (cioè 2GB). Andando avanti, dovete indicare il tipo di disco fisso e le sue dimensioni: scegliete l’opzione “disco fisso virtuale esistente” e poi selezionate il file .vmdk che avete scaricato.

disco VM

Cliccando sul bottone “Crea” la VM viene immediatamente creata ed è pronta per essere eseguita, ma prima di farlo conviene allocargli altre risorse per rendere la sua esecuzione più fluida. Ovviamente per poterlo fare è sempre consigliabile che il computer reale (host) sia sufficientemente performante in termini di CPU e RAM.

Dal gestore di VirtualBox allora selezioniamo la VM di OSGeoLIve creata e  poi clicchiamo su “Impostazioni”.

VM setup

quindi:

  • nella scheda “sistema” scegliamo un n° di CPU almeno pari a 2;
  • nella scheda “schermo” scegliamo una memoria video di almeno 64 MB;

VM cpu e screen

Naturalmente queste sono le impostazioni minime,  ma volendo potete allocare più risorse e scegliere altre opzioni per un migliore settaggio della VM secondo le vostre esigenze. Adesso la VM è pronta e potete lanciare la sua esecuzione.

OSGeoLive VM run

C’è un altro modo per installare OSGeoLive in una VM usando direttamente il suo file ISO che in pratica equivale ad una normale installazione su HD.  Si parte come prima e cioè con la funzione “nuova VM” nel gestore VirtualBox, solo che in questo caso arrivati alla scelta del tipo di disco fisso, si  deve selezionare l’opzione crea subito un nuovo disco virtuale.

disco VM

Proseguendo, scegliamo come tipo disco il VDI  e di dimensione specificata.

VM tipo disco

Nel passo successivo scegliamo una dimensione di almeno 25 GB; se non abbiamo in programma  di salvare nella VM di OSGeoLive moltissimi dati e/o installare altri programmi, è inutile allocare delle dimensioni maggiori.

VM dim disco

Quando termina la creazione del disco, troverete nel pannello di controllo di VirtualBox  la nuova VM creata; ma in realtà è un disco virtuale già pronto ma ancora senza alcun S.O.  Allora, come abbiamo fatto prima, andando nelle “impostazioni” gli assegniamo: almeno 2 CPU e una memoria video di 64 MB e poi la avviamo.
Visto che manca il S.O., ci viene subito chiesto di specificare il disco di avvio e qui scegliamo appunto il file ISO di OSGeoLive 13.

VM disco avvio

Premiamo il bottone  “Avvia” vederemo che parte la stessa procedura per installare OSGeoLive su un normale disco fisso, che abbiamo descritto prima.

Ma allora qual’è la differenza tra l’installazione tramite il file .vmdk  e quella col file .iso?
In entrambi i casi avremo OSGeoLive 13 installato in una VM, solo che adoperando il file .vmdk abbiamo un installazione con i parametri  di default, invece usando la .iso abbiamo la possibilità di scegliere: la dimensione del disco, il nome utente e la password, la lingua e le altre opzioni che vengono richieste durante una installazione standard.

Evidentemente la creazione della VM con il file .vmdk è molto più rapida, quindi se vi stanno bene le impostazioni di default è preferibile usare questa soluzione.

I SW geografici

E arriviamo finalmente a parlare della caratteristica fondamentale e della ragion d’essere di OSGeoLive e cioè i SW e tools geografici, tutti rigorosamente open source, già  presenti ed installati in essa. La seguente tabella li elenca raggruppati per  tipologia.

OSGeoLive SW

Come potete notare sono veramente tanti (in particolare la categoria dei map web services) e ci sono praticamente tutti quelli più famosi. Naturalmente oltre a questi ci sono installati altri SW utili per la gestione dei dati e del sistema e poi, per poter usare i web services c’è installato ovviamente un web server Apache 2 (http::/localhost/) e poi un server engine JSP Tomcat 8 che serve in particolare per GeoServer.

Per facilitare l’esecuzione di questi SW, per la maggior parte di loro sono stati realizzati degli shortcut (scorciatoie), poi raccolti per tipologie in cartelle sul desktop (vedi fig. precedenti): browser clients, databases, desktop GIS, navigation and maps,  spatial tools e web services. Questo per esempio è il contenuto della cartella dei web services:

web services

Sempre sul desktop troviamo:

  • una cartella sample data che contiene dei geodati di esempio utilizzabili con alcune applicazioni;
  • un file passwords.txt dove sono elencate  le credenziali (user e password) da usare per accedere alle funzioni di amministratore di alcuni SW (per es.: GeoServer, PostgreSQL);
  • un link ad una pagina Wiki di INSPIRE con diversi informazioni utili e link su questa importante direttiva europea;
  • un link per accedere ai materiali usati nei workshop degli ultimi eventi FOSS4G e FOSSGIS tenuti a livello mondiale (ma attenzione che qualche vecchio link potrebbe non essere più disponibile).
  • un link Help che apre la pagina di presentazione ed informativa di OSGeoLive ospitata nel web server locale  (localhost) ma che una replica di quella presente sul sito ufficiale.

Un’altro modo per eseguire i SW presenti di OSGeoLive è ovviamente l’apposito menù delle applicazioni di Lubuntu. Se cliccate nell’icona con il logo di Lubuntu (nell’angolo in basso a Sx dello schermo) si apre questo menù organizzato in categorie e sub-categorie che si aprono a cascata.

Lubuntu app menù

Alcuni tool geografici però non vengono eseguiti con una interfaccia grafica, ma da linea di comando (o da terminale) quindi non li troverete nel menù delle applicazioni e neanche nelle cartelle sul desktop. Questi appunto vanno eseguiti digitando a “terminale” (che si può aprire cliccando sull’apposita icona nella barra delle applicazioni oppure con la combinazione di tasti  Ctrl+Alt+t) i relativi comandi con la loro sintassi.

L’ esempio più classico è l’ importante libreria geospaziale GDAL che, oltre ad essere usata da altri SW geospaziali (come QGIS) ha anche una raccolta di comandi che possono essere eseguiti da terminale: gdalinfo, gdal_traslate, gdal_merge, … etc.

Altri ancora sono invece delle librerie o framework, ovvero una raccolta di oggetti, modelli  e funzioni da usarsi per scrivere programmi o codice (HTML, JS, C++, … etc) per realizzare dei propri applicativi. L’esempio più tipico sono: Leaflet e OpenLayers, le famose librerie per realizzare web client per rappresentare e gestire mappe e geodati. In questo caso allora gli shortcut  che trovate nelle cartelle, sono solo dei link a delle pagine informative.

LIB info

In ogni caso, per avere delle informazioni sintetiche sui programmi, le utility e le librerie installati in OSGeoLive e su come vanno usati, potete leggere i quickstart che trovate  in questa pagina: overview.html . E’ ovvio che poi se volete imparare ad usarli bene, dovrete fare riferimenti alle guide ed ai manuali di ognuno, oltre ovviamente a fare un bel pò di pratica! OSGeoLive vi offre soltanto il vantaggio di trovarli già installati pronti per essere usati che …. non è poco.

quickstart

Gli aggiornamenti

Gli aggiornamenti di OSGeoLive  sono realizzati e candelarizzati dalla fondazione OSGeo; con una cadenza periodica di circa un anno vengono rilasciate le nuove release adoperando l’ultima LTS disponibile di Lubuntu e in genere le versioni più aggiornate e “stabili”  (ma non è sempre detto) dei SW geografici open source in circolo. Per esempio la prossima 14.0 dovrebbe uscire ad agosto del 2020.

Ma non è prevista una procedura di aggiornamento, per passare direttamente da una data versione di OSGeoLive alla successiva o ad una più recente ; quindi ogni volta che viene rilasciata una una nuova versione, se si desidera adoperarla, bisogna installarla ex novo e abbandonare la vecchia.

Ma a parte questo, come tutti i S.O. è possibile e consigliabile eseguire gli aggiornamenti periodici previsti per il sistema e. tutti i SW e le librerie in esso installati; quindi nel nostro caso stiamo parlando degli aggiornamenti per Lubuntu 18.04. Le impostazioni di aggiornamento le trovate sotto il menù “preferences”; potete scegliere ogni quanto controllare se ci sono aggiornamenti e come notificarli. Potete anche scegliere che tipo di aggiornamenti effettuare, che per le finalità che ha OSGeoLive sono sufficienti solo: important security reccomended.

Lubuntu updatrs

La ricerca degli aggiornamenti  viene eseguita automaticamente con la cadenza che avete scelto (daily, weekly, 2 week, … etc) e se vengono trovati compare la finestrella  con l’avviso e la richiesta della vostra conferma per installarli. Ma se volete potete lanciare il controllo degli aggiornamenti in qualunque momento dal menù:  system tools/software updater.

SW updater

Anche se è possibile, a meno che non siate abbastanza pratici di Linux, vi sconsiglio di effettuare manualmente l’aggiornamento dei SW geografici installati. E comunque poiché ogni versione di OSGeoLive viene “confezionata” e testata con determinate versioni di questi SW , in ogni caso è sconsigliabile. Infatti diversi SW  sono correlati tra loro, nel senso che sfruttano componenti e/o librerie l’uno dell’altro e quindi funzionano correttamente solo se le versioni reciproche sono quelle  per cui sono stati verificati.

 

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